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Luci d'Artista Salerno 2020 2021

Salerno

Città di Salerno, cenni storici su Salerno
BREVI CENNI STORICI SU SALERNO

La città sorge sull’omonimo Golfo bagnata dal mar Tirreno, tra la splendida Costiera Amalfitana e la Piana di Paestum (a sud).
La città si sviluppa lungo la costa e si estende verso l’interno fino a sfiorare le colline retrostanti. È attraversata dal fiume Irno da cui probabilmente deriva il nome della città, anche se le origini del nome della città sono tante, chi dice che deriva da “luogo di sole” o altre fonti dall’abbondanza di sale o dal vicino fiume Sele, o alcuni studiosi sono risaliti a Sem, figlio di Noè, o a Salem, pronipote dello stesso patriarca ed ad Elerna forse una figlia. ma illustri posteriori non hanno accettato ciò e secondo loro il nome deriverebbe da “salos” che significa mare e da “erno” che vuol dire pianta, quasi pianta uscente dal mare, alludendo all’erta prominenza del castello.
 Il territorio di Salerno è stato abitato sin dalla preistoria ma è dal VI secolo a.c. che abbiamo le prime testimonianze etrusco-sannitico che si trovano nei pressi del fiume Irno, nell’attuale quartiere di Fratte. Questo posto era molto importante per i traffici con le colonie Greche per gli Etruschi. Queso è il periodo pre-romano. 
Nel 197 a. C. con l’insediamento nel meridione dei romani a Salerno venne dedotta una colonia su proposta del tribuno Caio Attinio, che aveva il ruolo primario di presidiare la regione e controllare le popolazioni che, al contrario di Salerno, erano state favorevoli ad Annibale, ma con il tempo passò da una missione militare ad una missione commerciale. La città con la sua posizione geografica molto favorevole, che collegava Roma alla Lucania e a Reggio, e divenne un posto cruciale per i traffici da e per l’Italia meridionale.
Con le invasioni barbariche Salerno seguì il destino delle altre città del meridione passando sotto il dominio bizantino. Durante la campagna contro i barbari, intorno al 538 d. C. , condotta dai bizantini Belisario e Narsete, il castello romano presente sul monte Bonadies, primo nucleo del Castello di Arechi, venne restaurato ed ampliato assumendo una notevole importanza strategica.
Salerno restò sotto il dominio bizantino fino al VI secolo d. C. Nel 646 d.C. la città cadde in mano ai Longobardi come anche parte del Ducato di Benevento dopo una lunga e dura lotta tra Bizantini e Longobardi.
Con l’arrivo dei Longobardi, Salerno conobbe il più bello e ricco periodo della sua storia, durato più di cinque secoli e mai più raggiunto in seguito.
Nel 774 Arechi II Principe di Benevento trasferì tutta la sua corte a Salerno, la città acquistò molto più importanza e furono costruite molte opere e nel 839 il Principato di Salerno divenne indipendente da Benevento, acquisendo altri territorio fino alla Puglia.
Il principe Guaimario IV, nella prima metà dell’anno 1000, annesse anche Amalfi, Sorrento, Gaeta ed il Ducato di Puglia e Calabria, cominciando così ad accarezzare il sogno di riunire tutta l’Italia meridionale, ma tuttavia il principato era scosso dalle invasione dei saraceni e dalle lotte interne per il potere ed in uno di questi complotti Guaimaro venne assassinato e gli successe il figlio Gisulfo, ma ormai il dominio Normanno era in agguato.
Come scritto sopra intorno all’anno 1000 fecero la comparsa in Italia meridionale i Normanni, chiamati e assoldati di volta in volta nelle contese locali dal potente di turno. In particolare si segnalò la famiglia degli Altavilla, tra cui spiccava Roberto il Guiscardo che avrebbe poi sposato la principessa di Salerno Sichelgaita, figlia di Guaimario.
Il Principe Gisulfo resistette per ben otto mesi agli attacchi di Roberto il Guiscardo, ma alla fine la città dovette arrendersi perchè presa per la fame, così Salerno ed il suo principato passò sotto il dominio normanno e divenne anche per i normanni un centro molto importante. In quel periodo fu costruito il duomo in stile arabo-normanno in seguito anche al ritrovamento delle spoglie mortali di San Matteo, sotto la vecchia Chiesa, fortemente voluto da Roberto il Guiscardo, per manifestare la sua potenza. San Matteo fu consacrato da Papa Gregorio VII che era in esilio a Salerno sotto la protezione del duca normanno.
Salerno continuò ad avere un ruolo di rilievo nelle città normanne.
In questo periodo fu fondata La Scuola Medica Salernitana che rappresentava la prima scuola medica cristiana d’Europa, considerata la madre delle università europee, e per tutto il medioevo godette di grandissimo prestigio e Salerno fu il punto di riferimento per chiunque avesse bisogno di cure o volesse apprendere l’arte medica. A tutt’oggi è ancora un vanto per la città di Salerno. La sua sede si è stata individuata, ma non con sicurezza nel centro storico, zona alta di Salerno, attualmente la strada porta il suo nome”Largo Scuola Medica Salernitana” situata nell’attuale rione di S. Maria delle Grazie, essendo anche vicino ad essa un orto botanico portato oggi all’antico splendore chiamato “Giardini di Minerva”. Alcuni studiosi invece dicono che la Scuola invece si trovava nei pressi del Duomo, oppure spostata la in un secondo momento. Una citazione va fatta a Trotula De Ruggiero la famosa nobile salernitana, fu una delle prime dottoresse che esercitarono la professione medica e scrissero trattati in merito, aprendo la strada all’emancipazione femminile nella società occidentale.
Dopo tutto questo splendore; sotto vari domini, Salerno perse il suo splendore sotto il periodo svevo: sequestrarono letteralmente l’erede normanna Costanza D’Altavilla per impedire che andasse in sposa al figlio del Barbarossa, Enrico VI. Questi, divenuto imperatore e sceso in Italia per rivendicare il trono della moglie, ricambiò l’affronto saccheggiando e distruggendo la città nel 1194. Le cose non andarono meglio nemmeno con il figlio Federico II, che fece passare Salerno come una città di secondo piano.
E’ arriva il tempo dei Sanseverino: a partire dal XIV secolo Salerno e gran parte dell’attuale sua provincia divennero dominio dei principi di Sanseverino, una potente famiglia feudale che ebbe molta influenza sulle le sorti del Regno di Napoli per gran parte del Rinascimento. la città fu teatro di scontro tra le case reali degli Angioini e degli Aragonesi, con cui i signori locali si allearono alternativamente.
Il XVI secolo fu un secolo molto amaro per la città di Salerno, inizio la decadenza dei Sanseverino – Ferrante Sanseverino entrò in conflitto con i governanti spagnoli portando alla rovina l’intera famiglia, e conseguentemente tutta la popolazione salernitana spogliata di tutti i suoi averi, segnando così un brutto periodo di decadenza.
Nel 1647, quando a Napoli era in atto la rivolta capeggiata da Masaniello anche Salerno si svegliò contro gli spagnoli, con a capo un pescivendolo dal nome Ippolito di Pastina. La scintilla fu l’aumento delle tasse da parte degli spagnoli e la miseria in cui vivevano i salernitani. In quegli anni Salerno subì anche un’epidemia di peste che la decimò e quando la città stava ancora faticosamente riprendendosi subì un violentissimo terremoto il 5 giugno 1688, seguito da un altro nel 1694. Salerno era ridotta ad un piccolo abitato con pochi abitanti e ci vollero decenni cha la città si riprendesse da questi tristi eventi. Solo nella metà del 700 dopo il dominio spagnolo Salerno incominciò la sua ricostruzione con numerosi palazzi e chiese
Passiamo al periodo del Risorgimento: molti salernitani erano entusiasti e parteciparono con Giuseppe Garibaldi all’Unità d’Italia. Dai ventimila salernitani che diedero il benvenuto a Giuseppe Garibaldi divennero ottantamila quando Salerno divenne Capitale d’Italia nella prima metà del novecento.
Salerno va ricordata anche per lo sbarco degli alleati nella seconda guerra mondiale, dal giugno del 1943 al settembre dello stesso anno la città fu bombardata dagli anglo-americani e la notte successiva all’8 settembre dopo l’armistizio il golfo di Salerno si riempì di navi, mentre il cielo era invaso da aerei, i generali Clark ed Alexander riuscirono a raggiungere Salerno e furono accolti con entusiasmo dalla popolazione. Moltissimi immobili di Salerno furono danneggiati, e molti furono anche i morti tra i salernitani durante i combattimenti.
Comunque questi sono pochi cenni di storia di questa bella e grande città, ma ci sono tantissimi altri personaggi storici e non, che hanno fatto parte della storia di Salerno e andrebbero citati, e che appassionano noi salernitani, ci vorrebbe davvero tantissimo tempo per raccontare tutte le storie e le leggende che hanno attraversato Salerno fino ad oggi.
Salerno oggi nel 2007, è una gran bella città, con le sue strutture moderne, il suo centro storico messo a nuovo, il Duomo splendido con i suoi affreschi, i suoi monumenti, con le sue strade, il suo porto, e con una popolazione di circa 150.000 abitanti che la ama e la vive ogni giorno.
Concludo con una frase, che i salernitani conoscono bene, attribuita a San Matteo da una leggenda, SALERNO E’ MIA ED IO LA DIFENDO.

(*) Queste notizie sono ricavate da pubblicazioni, interviste a storici salernitani, racconti di persone anziane e da libri; ci scusiamo anticipatamente per eventuali incompletezze ed imprecisioni.


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